Aperto e competitivo

Aperto e competitivo

"Ancora più forza alle imprese: spazio alle buone idee. Diamo valore al merito."

Al giorno d’oggi sembra prevalere l’idea che per affrontare il futuro è meglio chiudersi su sé stessi, e non parlo solo del tema dei confini e dell’immigrazione, ma anche del pessimismo sempre più diffuso.

Dovremmo invece concentrare l’attenzione sulle cose positive, con uno sguardo aperto al cambiamento vero, non al cambiamento di un solo volto quando però poi sullo sfondo resta tutto uguale.

L’apertura al cambiamento può anche essere un’opportunità per ciascuno di noi, ogni giorno, cercando di avere più coraggio e partendo in ogni caso da dati oggettivi.

E sono dati che certificano, ad esempio, che la nostra sanità è la migliore in Italia, lo stesso dicasi per l’Università, per non parlare della scuola, dove i recenti test INVALSI ci hanno dimostrato che l’impegno coraggioso, anche di docenti e dirigenti, sul trilinguismo non ha pregiudicato, ma anzi migliorato, la qualità dell’insegnamento e dell’apprendimento.

Questi sono i cambiamenti che dobbiamo assicurare alla nostra società: è in questo senso che dobbiamo essere aperti, ovvero capaci di attuare un cambiamento in positivo, perché di fronte alla complessità dei problemi di oggi non sono sufficienti degli slogan; serve la capacità di fare del proprio meglio tutti i giorni, passo dopo passo.

E non dobbiamo avere paura di essere più competitivi, di alzare l’asticella della sfida della crescita perché è in questo modo che possiamo anche avere risorse per aiutare chi non ce la fa.

Dare più valore al merito, premiare chi si dà da fare ed essere anche contenti del successo degli altri può solo giovare al buon funzionamento del sistema.

Puntare a nuovi mercati e ad una maggiore redditività serve anche per migliorare la qualità del lavoro e le retribuzioni.

Fare sempre meglio deve insomma essere una tensione costante di cittadini, imprese, corpi sociali, e naturalmente in primo luogo delle istituzioni.